Beyonce wearing Givenchy outfit on stage
On The Run II, 2018 Cardiff
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Concerto Get out the Vote 2016, Cleveland
Formation World Tour 2016, Houston
Prima dell'On the Run Tour 2014, Miami
Mrs Carter Show World Tour 2013

 

 

HUBERT DE GIVENCHY

 

"Iniziai a lavorare da Jacques Fath all'età di diciassette anni. Nei sei anni successivi ebbi la fortuna di entrare nell'equipe di Robert Piguet, poi di Lelong e in seguito di Elsa Schiaparelli per quattro anni. Il mio desiderio era di avere una casa di moda tutta mia. Non puntavo a rivaleggiare con altri grandi stilisti, ma a creare modelli che all'epoca venivano chiamati "Separates". Una formula nuova, a mio avviso più moderna e più attuale.

Noi eravamo un team ristretto, competente, molto simpatico. Bettina Graziani, Philippe Venet e le più belle mannequin di allora, Sophie Litvak, lvy Nicholson, Suzy Parker...

La stampa rimase piacevolmente sorpresa. L'unica critica fu mossa alla mia idea di presentazione dei Separates, che non era stata compresa.

Jackie Kennedy era diventata la First lady degli Stati Uniti. Mi diede fiducia e mi chiese di vestirla. Il fatto che la signora Kennedy avesse scelto la Maison per il suo guardaroba ci garantì uno straordinario ritorno pubblicitario e l'immagine della signora Kennedy ci fu di enorme aiuto con la stampa.

Nello stesso periodo incontrai un'altra celebrità che, in seguito, sarebbe diventata una grande amica e una grande star, Audrey Hepburn. Anche lei mi chiese di vestirla in tutti i suoi film di ambientazione contemporanea, a partire da Sabrina, Arianna, Cenerentola a Parigi...

La sezione Profumi che avevamo deciso di avviare muoveva allora i suoi primi passi e pensai che associare l'immagine di Audrey a una fragranza sarebbe stato un passo innovativo. E così fu. Creammo L'interdit. Ancor oggi, L'interdit è legato all'immagine di Audrey.

La casa di moda acquisiva sempre maggiore importanza e occorreva trovare una sede più consona alle numerose richieste che ci pervenivano. La Maison lasciò dunque rue Alfred de Vigny per insediarsi in avenue George V, dove si trova tuttora.

Vennero i viaggi negli Stati Uniti, in Giappone e in molti altri paesi in cui si aprivano le boutique di prêt-à-porter. Roma, Ginevra, Losanna, Londra, Tokyo, Osaka, New York, Dallas ecc.

Balenciaga, per il quale nutrivo un'ammirazione sconfinata, e che avevo avuto il piacere di incontrare negli Stati Uniti, divenne un grande amico. Per conferire maggiore solidità alla mia tecnica mi propose alcune figure del suo atelier.

Alla chiusura della Maison Balenciaga, molte clienti del marchio mi scelsero e vennero a vestirsi da noi.

Dopo 42 anni vissuti felicemente, con una equipe straordinaria al mio fianco, lasciavo l'avenue George V.
"

 

 

The signature of Hubert de Givenchy



L'abito nuziale
Incarnazione di eleganza minimalista e intramontabile, l'abito fa riferimento ai codici dell'iconica Maison Givenchy e mette in mostra l’abilità artigianale del suo famoso atelier di Haute Couture, fondato a Parigi nel 1952. Fedele alla tradizione della Maison, l'abito dalle linee essenziali è il frutto di sei diversi tipi di cuciture realizzate meticolosamente. Lo scollo grafico a barca cattura l'attenzione incorniciando delicatamente le spalle e valorizzando il punto vita sottile e strutturato della sposa. Le linee essenziali proseguono anche sul retro dell'abito, dove il tessuto forma morbide pieghe rotonde, sostenuto da un sottogonna in tripla di organza di seta. Le maniche a tre quarti completano il modello con una nota di ricercata modernità.

Il velo
Per soddisfare un personale desidero di Meghan Markle di avere con sé i 53 paesi del Commonwealth durante la cerimonia, Clare Waight Keller ha disegnato un velo con ricamati i fiori simbolo dei diversi paesi, in una spettacolare composizione floreale. Lungo cinque metri, il velo è realizzato in tulle di seta e profilato da fiori ricamati a mano in fili di seta e organza. Ciascun fiore è stato ricamato a punto piatto, con un effetto tridimensionale, per un risultato unico e delicato. La sua realizzazione ha richiesto centinaia di ore di minuzioso lavoro delle ricamatrici: ogni mezz'ora dovevano fermarsi per lavarsi le mani, in modo da non rovinare il tulle e i fili ricamati. Oltre ai fiori simbolo del Commonwealth, la sposa ha scelto di aggiungere sul velo due tra i suoi fiori preferiti. Sulla parte davanti del velo, invece, sono state ricamate due spighe di grano poste simmetricamente, per simboleggiare amore e carità.

Le calzature
Le calzature indossate da Meghan Markle sono la rivisitazione di un modello Givenchy a punta della collezione Haute Couture Primavera/Estate 2018 in duchesse di seta.

Gli abiti delle damigelle
Clare Waight Keller ha firmato inoltre gli abiti delle sei damigelle, realizzati a mano dall'atelier Givenchy di Haute Couture a Parigi, caratterizzati dalla stessa purezza senza tempo dell'abito della sposa. Realizzati in radzimir di seta avorio, a vita alta, con maniche a sbuffo e rifiniti da doppio fiocco di seta sul retro, gli abiti si denotano per le tasche e le pieghe sulla gonna, scelte per conferire alla silhouette una nota disinvolta e raffinata.

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